Il Narcisismo

Il narcisista attrae atterrisce a un tempo. Può sembrare un moderno Lancillotto, imbevuto del fascino più spavaldo che si possa immaginare e adornato nella splendente armatura dei tempi moderni: un ruolo prestigioso ed acquisizioni abbaglianti. Fai attenzione! Questo cavaliere è un maestro dell’illusione. Infatti può diventare decisamente minaccioso. Puoi cadere preda del richiamo seducente delle sue imprese, dell’intelligenza e della fiducia in se stesso apparentemente priva di crepe. Tuttavia, l’arroganza, la presunzione, la pretenziosità e la mancanza di empatia sono formidabili fonti di offese che inevitabilmente portano ad incontri interpersonali frustranti e a relazioni a lungo termine difficili a livello cronico.

Il tipo difficile con cui ti rapporti è un narcisista?

Le caratteristiche del narcisista:

  • Egocentrico (agisce come se ogni cosa riguardasse lui o lei)
  • Pretenzioso (fa lui le regole; non sta alle regole)
  • Svalutante (ti sminuisce)
  • Richiedente (qualunque cosa lui o lei voglia)
  • Diffidente (sospettoso dei motivi per cui sei gentile con lui o lei)
  • Perfezionista (standard elevati molto rigidi – o si fa a modo suo o niente)
  • Snob (lui o lei crede di essere meglio di te e degli altri; si annoia facilmente)
  • Alla ricerca di approvazione (desidera costanti lodi e riconoscimenti)
  • Non empatico (non è interessato a capire le tue esperienze profondamente o non è capace di farlo)
  • Privo di rimorso (non riesce a scusarsi in modo genuino)
  • Compulsivo (si dedica eccessivamente ai dettagli e alle minuzie)
  • Dipendente (non riesce a liberarsi dalle cattive abitudini, le usa per autoconsolarsi)
  • Emotivamente distaccato (si tiene alla larga dalle emozioni)

Chi è narcisista?

Il termine “narcisismo” proviene dalla mitologia greca, in cui viene raccontata la storia di Narciso, il quale era stato condannato ad innamorarsi per l’eternità della propria immagine riflessa in un laghetto di montagna per aver rifiutato l’offerta d’amore di Eco, una giovane ninfa. Poiché Narciso poteva solo desiderare ma mai possedere veramente l’immagine che vedeva riflessa nella pozza d’acqua, egli si consunse per lo struggimento e venne infine trasformato in un fiore, un bellissimo fiore, per giunta. La suggestiva tragedia di questo mito ci regala un’importante morale, che la vera bellezza e la capacità di essere amati sbocciano quando decade quell’eccessivo e ossessivo amore verso se stessi. Spesso i narcisisti sono troppo egocentrici e preoccupati. Devono avere un’immagine perfetta (sono avidi di riconoscimenti, aspirano allo status, vogliono essere invidiati) e hanno ben poca capacità di ascoltare, di corrispondere o di comprendere i bisogni degli altri. Questo egocentrismo li può privare di una relazione vera e propria ed intima con gli altri, di qualcosa che dia loro la sensazione di essere capiti e di essere custoditi con amore nella mente e nel cuore di un’altra persona. Per avere una relazione di vero amore bisogna fare esperienza della differenza tra amarsi ed essere amati da un altro. Imparare a bilanciare l’attenzione rivolta a se stessi con l’attenzione rivolta agli altri è un passo importante dello sviluppo infantile. È una delle lezioni fondamentali della vita, poiché favorisce lo sviluppo della reciprocità, della responsabilità e dell’empatia verso gli altri. Tutto ciò è gravemente carente nella prima infanzia del narcisista.

Origini del narcisismo

Un tempo, questo spaccone sempre in competizione era semplicemente un bambino piccolo che aveva desideri, bisogni e sentimenti, proprio come ogni bambino che si affaccia al mondo. Cosa può aver condotto quel bambino lungo il sentiero dove le regole si applicano solo agli altri, dove si sente sempre in diritto di mettersi al centro del palcoscenico e i riflettori sono tutti per lui?

Il bambino viziato

La prima teoria suggerisce che il narcisista sia cresciuto in una famiglia che lo indottrinava e modellava i suoi comportamenti con la nozione di essere migliore degli altri e di avere diritti speciali e privilegi. È la tipica famiglia nella quale venivano stabiliti pochi limiti e non venivano presi provvedimenti seri quando si oltrepassavano i confini o si infrangevano le regole. È probabile che i genitori non gli abbiano insegnato in modo adeguato a gestire o tollerare le frustrazioni, anzi, lo abbiano assecondato in tutto. Queste dinamiche lo predispongono a ripetere i suoi comportamenti tipici nell’età adulta.

Il bambino dipendente

Un’altra proposta è che uno o entrambi i genitori abbiano dedicato troppe attenzioni a rendere la vita del bambino quanto più possibile libera dal dolore. Invece di insegnare ed incoraggiare il bambino a sviluppare competenze appropriate all’età per gestire i compiti e le interazioni sociali, può darsi che i suoi genitori abbiano fatto ogni cosa per lui. Come risultato, il bambino è stato derubato del senso di competenza personale ed ha imparato che era debole e dipendente. Può essere diventato adulto sentendo di avere il diritto che gli altri si prendessero cura di tutto in modo da evitare la frustrazione o la potenziale umiliazione di aver preso una decisione cattiva o sbagliata o di sentirsi un fallito.

Il bambino solo, deprivato

La teoria più conosciuta sull’origine tipica del narcisismo è che il bambino sia cresciuto sentendosi amato in modo condizionato, ovvero che l’amore gli sia stato elargito in base alla performance. I genitori si aspettavano che lui fosse il migliore e come risultato gli hanno insegnato che essere qualcosa di meno che perfetto, voleva dire che lui era sbagliato, inadeguato e non amabile. Probabilmente gli hanno insegnato che l’amore è provvisorio e contingente.

Il mago: sparisce quando è il momento di concentrarsi su di te

Il narcisista deve sempre arrivare primo nella gara per la suprema autonomia emotiva, nel senso che non ha bisogno di nessuno e deve solo contare su se stesso. Solitamente i suoi desideri personali e le sue difficoltà sono nascoste molto bene sotto un manto di successo, potere, competitività, meravigliosa perfezione. Il suo analfabetismo emozionale, causato dal suo distacco e dalla sua eccessiva autonomia, limita o preclude qualunque capacità di empatia.

La strategia del narcisista per gestire i bisogni insoddisfatti

Sulla base dei loro ricordi impliciti dei bisogni infantili non soddisfatti, molti narcisisti sviluppano l’idea che tali bisogni non saranno più soddisfatti nella vita. Tale paura è alla base dell’attaccamento superficiale e inanimato del narcisista nei riguardi degli altri. Egli compensa il timore che i suoi bisogni non vengano soddisfatti usando con perizia uno stile eccessivamente autonomo. Questa combinazione di paura e ipercompesazione lo porta tuttavia a una mancanza di intimità con se stesso, a un vuoto di autoconsapevolezza. Quando un narcisista prova a scappare da questi sentimenti difficili, è facile che indossi una maschera: per esempio, nello sforzo di non sentirsi in difficoltà in una situazione sociale, si lamenterà di essere annoiato o si lancerà in uno dei suoi monologhi esibizionisti su qualche argomento di sapienza esoterica. Di conseguenza, non solo apparirà in difficoltà ma anche maleducato e odioso. Jeffrey Young fondatore della Schema Therapy ed esperto di narcisismo, ci fa comprendere quanto sia alto il costo di nascondere il proprio vero sé: la perdita di gioia, spontaneità, fiducia e intimità. Ci spiega come il narcisista possa sembrare a posto sulla superficie del suo falso sé, ma al di sotto si sentirà sempre inadeguato e non amato.

Schemi tipicamente innescati dai narcisisti

La seguente lista illustra gli schemi tipicamente attivati dall’interazione con un narcisista:

  • Autosacrificio: è difficile chiedere ciò di cui hai bisogno senza sentirti non meritevole o colpevole. Il narcisista te lo renderà ancora più difficile. È possibile che tu sia lacerata tra sentimenti di colpa e il risentimento.
  • Sottomissione: è difficile essere assertivi quando si tratta dei tuoi diritti personali e delle tue opinioni. Il narcisista può essere intimidatorio, costringendoti a seppellire la tua rabbia o vietandoti il tuo punto di vista.
  • Abbandono/instabilità: hai così tanta paura di essere rifiutata o di rimanere sola che sopporterai le limitazioni e i comportamenti molesti del tuo narcisista.
  • Inadeguatezza/vergogna: ti senti inadeguata ed indesiderabile. E così sarà più facile fare tue le critiche che il narcisista scaglia contro di te, prendendoti il biasimo e il senso di colpa quando lui non è contento di te. Senti spesso che devi correggerti.
  • Inibizione emotiva: hai l’abitudine di tenere le tue emozioni per te. Sei stoica ed eccessivamente controllata quando si tratta delle tue emozioni. Il narcisista può fare le sue sfuriate emotive, mentre tu rimani lì in silenzioso, invisibile dolore.
  • Deprivazione emotiva: non hai mai creduto di poter trovare qualcuno che soddisfacesse i tuoi bisogni emotivi, che ti proteggesse e si prendesse cura di te. Il narcisista è all’altezza delle tue aspettative.
  • Sfiducia/abuso: la tua relazione con il narcisista quando ti offende e ti tratta male sembra una rievocazione del passato. Sai che lo devi sopportare e che non riuscirai mai a combatterlo. Anche se provi a farlo, finisci normalmente per cedere.
  • Standard severi: provi e riprovi sempre più tenacemente ad essere un perfetto partner, amico, fratello, impiegato, poiché sai che ci si aspetta questo da te. Comprometterai piacere e spontaneità nello sforzo di vivere secondo i suoi standard.

Conclusioni

Sotto “l’incantesimo” del narcisista, si potrebbe non essere in grado di vedere chiaramente cosa sta succedendo nella propria mente e nel proprio corpo. Ci si potrebbe sentire inefficaci e insoddisfatti dei modi con cui si affrontano queste persone difficili.
Il fascino e l’arguzia del narcisista possono essere davvero ipnotici, ed incoraggiarti a perdonarlo quando va fuori dalle righe.

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© 2016 - Dott. LISA BATTELLI Psicologa e Psicoterapeuta