Disturbi del sonno

Il sonno è un fenomeno naturale e biologico a carattere periodico durante il quale si verifica una perdita di coscienza e la riduzione o la sospensione parziale del funzionamento dei centri nervosi con la conseguente diminuzione delle varie funzioni organiche: circolazione, respirazione, metabolismo e altre.

Sembra che chi dorme troppo poco abbia un’aspettativa di vita inferiore rispetto a chi dorme bene e per un numero sufficiente di ore. Quando il riposo notturno non è soddisfacente si verificano tutta una serie di problemi e di inconvenienti, che creano difficoltà e disagio al nostro organismo. Tipici sono la sensazione di sonnolenza durante il giorno, il senso di affaticamento e il nervosismo conseguenti ad uno scarso riposo notturno. Tuttavia dormire un alto numero di ore non significa necessariamente essere riposati, perché spesso il sonno è disturbato da una serie di manifestazioni e di problemi che rendono il riposo non ristoratore.

Le conoscenze in proposito sono oggi ancora piuttosto limitate; infatti non è ancora chiaro il motivo per cui si debba dormire e gli studi svolti fino ad oggi riescono sostanzialmente a spiegare soltanto il fenomeno del sonno e le sue caratteristiche fisiologiche. Unica reale certezza è che il sonno è essenziale per una buona qualità della vita, è fondamentale per il nostro organismo, per l’efficienza del sistema immunitario, per la salute in generale, per la crescita e per le corrette funzioni organiche. Quando si dorme avvengono una serie di processi fisici che, rallentando tutte le attività del corpo e del cervello, permettono all’intero organismo di riposare. La mancanza di riposo cronica, oltre ad interferire con l’accrescimento e ridurre le difese immunitarie, produce effetti negativi sulla concentrazione, sulla capacità di decisione e sull’efficienza.

Dormire è per il nostro corpo importante quanto nutrirsi o dissetarsi e la sua mancanza produce danni al nostro organismo a livello fisiologico e psicologico. Importante è perciò capire che cos’è realmente il sonno, come si sviluppa e si differenzia durante la notte, quali sono le condizioni che lo disturbano, quali i problemi che rendono il riposo non soddisfacente o addirittura insufficiente per l’organismo.

Caratteristiche dei disturbi del sonno

I disturbi del sonno possono colpire tutti, a tutte le età: quelli relativi al sonno sono fra i disturbi più frequenti e diffusi ed molto diffusa la sintomatologia relativa all’avere difficoltà di addormentamento, non riuscire a riposare bene o a sufficienza. Fra le più riconoscibili, si manifesta sia nell’aspetto, con le classiche occhiaie, le borse sotto agli occhi, le palpebre appesantite, sia nel comportamento, che viene modificato da ansia, irritabilità, uno stato generale di nervosismo e una sensazione costante di stanchezza.

A volte individuare la causa di questi disturbi è piuttosto semplice (dalle cause esogene, come il rumore, ad esempio dovuto a un partner che russa, a quelle endogene, come gli incubi; fino all’età avanzata, che spesso influisce sulla qualità del sonno), in altri casi è più complicato e può essere necessario l’aiuto di un professionista.

I disturbi del sonno si possono classificare in tre categorie:

  • Parainsonnie
  • Russamento e Apnea
  • Insonnia

Parasonnie

Bruxismo e sonnambulismo sono le due più comuni parainsonnie. Con questo termine si indicano disturbi e comportamenti che si verificano durante il sonno e ne alterano la qualità.

Bruxismo

Il bruxismo è l’atto del muovere e digrignare i denti mentre si dorme; non è quindi consciamente controllabile. Il continuo movimento notturno della bocca si rivela, a livello fisico, con possibili danni alla dentatura, che col tempo risulta usurata; al risveglio inoltre si registrano dolori ai muscoli interessati e all’articolazione temporo-mandibolare, indolenzimento dell’area, talvolta mal di testa.

Questo disturbo è causato da ansia e stress e non esiste una cura farmacologica specifica; la salute dei denti può essere salvaguardata tramite un bite confezionato dal dentista, in materiale gommoso o retinoso, che protegge la dentatura dal notevole carico di masticazione che si verifica durante il sonno.

Sonnambulismo

Il sonnambulismo, cioè la deambulazione durante il sonno, è un disturbo frequente che colpisce prevalentemente i bambini, ma è riscontrabile anche negli adulti, soprattutto nei soggetti che attraversano periodi di particolare ansia o stress, in caso di abuso di alcool, poiché influisce sul normale ritmo sonno-veglia, e in chi ha orari irregolari, ad esempio dovuti a turni di lavoro che non permettono un equilibrio nel riposo.

Questo disturbo può essere causato anche da patologie specifiche, come emicrania e attacco epilettico. 
I soggetti affetti da sonnambulismo dovrebbero cercare di andare a dormire in orari prestabiliti, evitando quindi turni di lavoro irregolari, non sovraffaticarsi, rilassarsi e non accumulare tensione; in questo caso l’attività fisica costante è utile poiché consente di bruciare tensione ed energia in eccesso e in generale migliora la qualità del sonno. Una causa frequente del disturbo è l’ansia, che va affrontata con uno specialista. In generale, il sonnambulismo colpisce prevalentemente i maschi, in genere si manifesta entro i primi dieci anni. Il sonnambulo non è minimamente cosciente di ciò che fa, tant’è che al risveglio spesso non presenta alcun ricordo, ma è perfettamente in grado di svolgere attività semplici come vestirsi e camminare, riuscendo ad evitare ostacoli e in genere non compiendo attività pericolose.

Un episodio di sonnambulismo può durare da qualche minuto a un’ora; chi vive con un sonnambulo non deve cercare di bloccarlo, ma semmai di rassicurarlo e riaccompagnarlo a letto; se risulta difficile, non bisogna costringerlo ma continuare a passeggiare con lui, finché non si riesce a riportarlo a letto.

Russamento

Sono molte le cause che determinano il russare, un fenomeno che influisce non solo sulla qualità del sonno di chi russa, ma anche su quella di chi gli dorme accanto. La causa di tutto è un’ostruzione delle alte vie respiratorie: quando si dorme molti tessuti muscolari si rilassano, tra cui quelli della gola. Il rilassamento della parete muscolare interna superiore determina un conseguente rilasciamento dei tessuti del palato molle nella parte posteriore della gola; questi tessuti vibreranno a ogni passaggio dell’aria, emettendo così il tipico rumore del russare.

Le cause sono molteplici: il normale funzionamento dei muscoli può essere condizionato negativamente sia dall’età avanzata, che comporta un generale rilassamento della tonicità, sia dall’obesità, poiché anche il grasso in eccesso influisce negativamente sui muscoli. Le vie respiratorie possono essere ostruite in via transitoria, comportando quindi un problema non permanente, da allergie, raffreddori, polipi nasali, ingrossamento di adenoidi o tonsille.

A tutto questo vanno aggiunti come possibili cause fumo, etilismo, consumo di sonniferi, abitudine a dormire in posizione supina. Non sempre chi russa se ne accorge, si sveglia e compromette la qualità del suo sonno; quando succede, le conseguenze sono stanchezza, irritabilità e sonnolenza.

Apnea notturna

L’apnea ostruttiva è un fenomeno molto più grave del normale russare perché, pur durando solo pochi istanti, può ripetersi anche fino a mille volte a notte, comportando il continuo risveglio del soggetto che ne soffre, poiché determina una sorta di soffocamento. In sostanza, può succedere che le vie aeree si blocchino per qualche secondo perché i tessuti del palato molle, non si limitano a vibrare in modo molto rumoroso come nel russamento, ma vengono proprio risucchiati durante l’ispirazione, creando un’ostruzione e una sensazione di soffocamento che sveglia il soggetto; il sonno di chi soffre di questo disturbo viene così interrotto bruscamente dalla mancanza d’aria, e la persona si sveglia ansimando.

Nei casi più gravi di apnea ostruttiva la vita del soggetto è fortemente compromessa: risulta difficoltoso lo svolgimento di normali mansioni quotidiane o lavorative, la guida è sconsigliata a causa della stanchezza e dello stress, poiché guidare in queste condizioni può avere conseguenze anche gravi; può essere penalizzata anche la vita sessuale, e in generale l’umore è estremamente instabile.

Conseguenze possono verificarsi anche a livello intellettuale, poiché la fase di sonno REM è ridotta e quella di sonno profondo è insufficiente, come è inadeguato l’apporto di ossigeno al cervello.
Fortunatamente la maggior parte dei casi di apnea si verificano in fase di sonno leggero, quando la reazione del cervello alla mancata ossigenazione è immediata e il soggetto si sveglia subito; in fase REM la reazione è più lenta e l’inadeguata ossigenazione dura di più. Ci sono poi soggetti per cui questo disturbo può provocare conseguenze gravi, come chi soffre d’asma o altre patologie dell’apparato respiratorio, ma anche i cardiopatici e gli ipertesi, poiché un’apnea improvvisa con soffocamento può causare anche crisi cardiache.

Per l’apnea notturna non ci sono farmaci, ma regole di vita da seguire: fare esercizio fisico, limitare fumo e alcool, mantenere sotto controllo il peso, evitare sonniferi e lassativi, non dormire in posizione supina ma su un fianco: la posizione supina può comportare che la lingua scivoli verso la gola bloccando il flusso dell’aria. Esistono poi dei presidi efficaci, come i cerotti e le pinze nasali, che migliorano l’ossigenazione.

Insonnia

La durata media del sonno varia da persona a persona: non tutti hanno bisogno dello stesso numero di ore di sonno per stare bene. Quindi, nei casi di persone che dormono poco, ma che non subiscono alcuna conseguenza e si sentono comunque riposate, non si parla di disturbi del sonno né tantomeno di insonnia: l’insonnia, vale a dire la difficoltà o l’incapacità di addormentarsi o dormire per periodi sufficientemente lunghi, è tale se comporta reali problemi fisici e mentali al soggetto.
L’insonnia è un sintomo di un’alterazione di diverso tipo o di problema nell’organismo e le cause possono essere molteplici.

Esistono tre tipi di insonnia:

  • transitoria
  • a breve termine
  • cronica.

Insonnia transitoria

L’insonnia transitoria può avere un’origine emotiva o può essere causata da fattori esterni momentanei. L’eccitazione che deriva da un evento, una notizia, un’emozione appena subita, o l’ansia che precede una giornata importante come quella in cui si celebra un matrimonio o si sostiene un esame, influiscono sul sistema nervoso e mantengono il cervello in stato di veglia.

Malattie anche banali come un semplice raffreddore, rumori troppo forti, o alterazione dei ritmi biologici dovuta al cambio del fuso orario nei viaggi, possono essere tra le cause dell’insonnia transitoria, che si risolve con il superamento dell’evento emotivo o la rimozione del problema esterno.

Insonnia a breve termine

Per breve termine si intende in genere una durata di non più di due o tre settimane. Questo tipo di insonnia è in genere di origine emotiva ed è conseguente a stati di stress come la rielaborazione di un lutto o l’insorgenza di una malattia grave in un congiunto. Sono situazioni che influiscono sulla mente, e spesso la difficoltà nell’addormentamento è determinata dall’incapacità di staccare l’attenzione dal problema.

Con il passare dei giorni lo stress tende a diminuire e l’insonnia tende a risolversi spontaneamente, ma potrebbe in alcuni casi essere necessario rivolgersi a qualcuno, come un amico con cui sfogarsi o come uno specialista, che può velocizzare la risoluzione dell’insonnia stimolando il soggetto ad affrontare e risolvere il problema che ne è alla base.



Insonnia cronica

La forma cronica di insonnia è quella che è diventata abituale e continua nel tempo. Può avere origine da fattori psicologici, fisiologici, ambientali; qualsiasi evento può scatenare l’insonnia, che può risolversi da sé come nel caso di quella a breve termine, ma può anche cronicizzarsi, diventando così un disturbo più grave con conseguenze anche importanti. Fattori l’assunzione cronica di alcool e situazioni come un forte e prolungato stress sul lavoro, possono essere fra le cause.

La forma più comune è quella della difficoltà all’addormentamento, mentre il risveglio dal sonno leggero lascia la sensazione di non aver dormito affatto. L’ansia dovuta alla difficoltà di addormentarsi oltretutto tende a complicare la situazione. Lo stato psicologico di una persona è fondamentale nell’insorgenza di tutte le forme di insonnia.

Molte persone colpite da questo disturbo lamentano sentimenti di rabbia o ira, o vivono situazioni che generano ansia, stress, incapacità di controllo della situazione stessa. In questi casi la capacità di rilassamento mentale, a cui segue quello fisico, rappresenta una soluzione, ma una soluzione a cui non è facile arrivare.

Come si manifesta l’insonnia?

Risveglio frequente: Il sonno come noto è composto da varie fasi, e in genere dopo quella REM ci sono brevissimi attimi di veglia, di cui normalmente non ci si accorge; se questi momenti durano di più invece il soggetto li percepisce e a quel punto può restare sveglio anche per ore, entrando quindi in una condizione di insonnia.

L’allungamento dei tempi di veglia può essere causato da alcool, caffeina o uso di droghe, da problemi fisici come l’incontinenza, o emotivi, come lo stress da superlavoro. Un’altra causa possono essere gli spasmi muscolari involontari delle gambe, in genere dovuti a carenza di ferro, abuso di caffeina con conseguente carenza di ferro, difetti della circolazione sanguigna, carenze di calcio o vitamine. Queste situazioni si risolvono assumendo integratori o facendo attività fisica.

Risveglio precoce: Una delle manifestazioni dell’insonnia riguarda il risveglio precoce, che è molto frequente nelle persone anziane poiché hanno un sonno più leggero, che facilmente può essere disturbato dalla luce o dai rumori. Comunque l’età inoltrata determina una diminuzione della necessità di ore di sonno.

Come già detto, la quantità di sonno necessaria cambia di soggetto in soggetto: se svegliarsi presto la mattina non comporta alcun disagio e la persona si sente riposata, non si è in presenza di disturbi del sonno; si parla di insonnia se il risveglio precoce determina malessere e stanchezza.

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© 2016 - Dott. LISA BATTELLI Psicologa e Psicoterapeuta