La prima età adulta

Il periodo di vita che va tra i 20 e i 40 ani è caratterizzato da forti contraddizioni. Si ricercano nuovi tipi di gratificazioni e contemporaneamente si lotta per stabilire il proprio posto ella società, compiendo grossi sforzi che portano insieme soddisfazione e struggimento (tensione e fatica).

Nel primo decennio, tra i 20 e i 30 anni, il giovane acquisisce di solito una propria identità di adulto. Si compiono le prime scelte importanti, come il matrimonio, la professione o il lavoro, insomma determina il proprio stile di vita, tutti questi sono atti che definiscono il suo posto nel mondo degli adulti. Uno dei compiti più importanti dell’individuo adulto è il rapporto amoroso con un partner; il rapporto a due ha a che fare con aspetti riguardanti l’intimità, la fedeltà e l’impegno reciproco.

Un insieme di fatti sociali, economici, storici hanno contribuito allo sviluppo di una psicologia della vita adulta. Nei paesi industrializzati sono divenuti elementi di particolare importanza l’aumento della vita media e il numero crescente di adulti.

La fase adulta rappresenta il periodo di maggiore sviluppo dell’individuo, a cui segue la vecchiaia che è caratterizzata da una riduzione delle capacità conseguente al declino fisiologico. 
Negli ultimi anni si è delineata invece una nuova concezione dello sviluppo, secondo cui anche l’età adulta è caratterizzata da continui mutamenti legati ad un continuo apprendimento.
Si realizza pertanto un processo dinamico, in cui alcune competenze aumentano ed altre diminuiscono a causa dell’intrecciarsi di numerosi fattori.

L’ età adulta , pertanto, è caratterizzata da un percorso di continuo arricchimento e integrazione della personalità. L’esigenza di analizzare l’ età adulta sorge dal contesto storico ed economico, caratterizzato da nuove istanze sociali e da modelli di famiglia differenziati. Bisogna pertanto individuare il ruolo di genitore all’interno di rapporti di cura nuovi e slegati ai modelli tradizionali. È necessario realizzare inoltre un sostegno alla genitorialità in un’ottica di potenziamento dell’identità adulta.

La seconda età adulta

La seconda età adulta va dai 40 ai 60 anni. L’inizio di quest’età è caratterizzata spesso da una vera e propria “crisi di mezz’età”, per diversi motivi:

  • Riflessione religiosa sul problema della morte; nella fase adolescenziale egli aveva vissuto delle tematiche per “iniziare un cammino”, ora si chiede se “ha proprio preso la strada giusta e dove veramente essa conduce”
  • Conflitto genitori-figli: l’adulto nell’età compresa fra i 40 ed i 60 anni può trovarsi sovraccaricato di notevoli responsabilità se i figli sono adolescenti che vivono il proprio periodo in modo notevolmente conflittuale e se i genitori, al tempo stesso, dovessero richiedere particolari cure. Ulteriore fonte i conflitto si ha con l’abbandono della famiglia da parte dei figli, che vede un aumento di libertà personale della coppia. In certi casi, specialmente per le donne, si può avere la cosiddetta “sindrome del nido vuoto”, che comporta un senso di inutilità e umore depresso.
  • Cambiamenti fisici: a partire dai quaranta anni circa il corpo umano si modifica biologicamente e fisiologicamente sotto vari aspetti. Nel il sistema nervoso, a partire da 40-45 anni si ha una graduale perdita di peso del cervello e la velocità di collegamento delle informazioni chimiche tra i vari neuroni del cervello diminuisce.
  • Peso e altezza: dopo i 40 anni si verifica un graduale aumento del peso corporeo. Il grasso tende a distribuirsi in modo diverso rispetto alla giovinezza: diminuisce nel viso, nelle gambe, nella parte inferiore delle braccia, nella pancia e nelle natiche.

Anche l’efficienza dei sensi si deteriora:

  • La vista: tra i 40-45 anni diminuisce l’elasticità della lente del cristallino e si riduce il potere di accomodazione, da ciò deriva una peggiore visione degli oggetti vicini.
  • L’udito: intorno ai 50 anni si ha la perdita di capacità di udire i toni molto alti e quelli molto bassi. Tale perdita è comunque piuttosto modesta e solo verso i 65 anni aumenta la percentuale di perdita dell’udito.
  • L’olfatto e il gusto:diminuisce intorno ai 40 anni la capacità di percepire odori diversi e di distinguerli, mentre non è riscontrata la perdita della capacità di distinguere i sapori.
  • I muscoli e le ossa: verso i 50 anni c’è una perdita di tessuto muscolare, si riduce la capacità di scatti in velocità con conseguente perdita di forza. Con la menopausa nelle donne si ha la perdita di calcio nelle ossa (osteoporosi) è un logorio delle giunture delle ossa (osteoartrosi).
    Negli uomini queste forme degenerative compaiono più tardi.
  • La pelle e i capelli: intorno ai 40 anni si ha un aumento della rugosità, che è collegata alla perdita di elasticità della pelle; i capelli diventano più sottili e si ingrigiscono. Un cambiamento fisico particolarmente significativo è quello che riguarda il sistema riproduttivo: per le donne, dopo i 35 anni, aumentano i rischi legati alla procreazione e diminuisce la fertilità. Gli uomini hanno un calo di fertilità dopo i 40 anni, ma sono in grado di fecondare anche in età tarda. Negli uomini tra i 50-60 anni, a causa del graduale calo dei livelli di testosterone, vi è un decadimento delle vigore sessuale e si verificano delle alterazioni fisiche. Tale processo è chiamato andropausa.
    Nella donna l’invecchiamento della ghiandola ovarica comporta una diminuzione della produzione di ormoni sessuali, la cessazione delle mestruazioni e la perdita della capacità generativa. Tale processo è chiamato menopausa, si verifica tra i 48-55 anni. La diminuzione degli estrogeni rende il seno meno sodo e le pareti della vagina diventano meno elastiche. Un disturbo della menopausa è rappresentato dalle vampate di calore accompagnata dall’afflusso di sangue al volto e al torace. La donna in età feconda è assai meno soggetta dell’uomo all’arteriosclerosi grazie alla protezione fornita dagli ormoni femminili. Con l’insorgere della menopausa il rischio di patologie e cardiovascolari aumenta considerevolmente, così come il rischio dell’osteoporosi. Negli anni della menopausa vi possono essere ripercussioni negative sulla vita sessuale, soprattutto entro i primi cinque anni dalla cessazione del mestruo. Ciò è dovuto soprattutto agli effetti psicologici che questa situazione produce nella donna. Ma non si tratta di cambiamenti solo in senso peggiorativo. Alcune modificazioni biologiche e funzionali permettono il miglioramento delle capacità di resistenza alla fatica, al freddo e al digiuno.
  • Capacità intellettive: per quanto riguarda lo sviluppo delle funzioni cognitive si ha una lieve, progressiva diminuzione nelle capacità che riguardano la memoria a breve termine, la velocità di reazione e la finezza percettiva. Varie ricerche compiute utilizzando test d’intelligenza hanno dimostrato che, a partire dai 40 anni di età, si verifica un certo declino delle abilità meno dipendenti dall’istruzione o dall’esperienza; i soggetti di 50 o 60 anni sono meno rapidi nel trovare le soluzioni giuste rispetto ai soggetti più giovani. I soggetti più anziani hanno maggiore difficoltà in tutte quelle situazioni problematiche che richiedono una risposta rapida, ma si dimostrano competenti nei compiti che richiedono di attingere a un bagaglio di conoscenze apprese nel corso della vita. Ma mentre i soggetti giovani sono più efficienti durante le ore postmeridiane (pomeriggio),le persone più mature mostrano una netta preferenza per le ore del mattino. Ruolo nella società: tra i 40 e i 65 annicirca, si stabilizzano generalmente il ruolo lavorativo e i rapporti di coppia. se i coniugi riescono a superare i periodi critici e le fasi di stress, la soddisfazione coniugale raggiunge dei buoni livelli.

Nell’età adulta,in genere, si conclude la carriera lavorativa e il reddito raggiunge il suo massimo livello. Le competenze acquisite nell’ambito lavorativo danno alla persona un senso di maggiore potere e autorevolezza rispetto ai colleghi. In certi casi però le persone possono perdere, per un periodo più o meno lungo, il lavoro. La disoccupazione produce effetti depressivi simili a quelli prodotti dalla separazione e dal divorzio. Tali effetti non riguardano solo la perdita di potere economico, ma sono legati anche alla perdita della stima di sé che dipende, in certa misura, dal ruolo lavorativo. Gli effetti della disoccupazione sono particolarmente pesanti nei soggetti più anziani, che subiscono una più forte perdita dell’autostima. A ciò si aggiunge una maggiore difficoltà nel trovare una nuova occupazione.

CategoryPsicologia, Servizi
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© 2016 - Dott. LISA BATTELLI Psicologa e Psicoterapeuta