Terapia di coppia

La motivazione

Molte persone non vanno in terapia di coppia per cambiare, ma mossi dal desiderio che sia loro data ragione e, forse, che il partner cambi: spesso evitano di mettersi in discussione e di impegnarsi a cambiare, come coloro che continuano a formulare aspettative irrealistiche sulla propria relazione.

Se i vari membri della coppia non vengono aiutati a prendere consapevolezza del ruolo che loro stessi ricoprono nei problemi che li affliggono, non saranno motivati a cambiare.

Inoltre, molte persone sono riluttanti ad intraprendere una terapia di coppia. I motivi citati da coloro che non si rivolgono a un terapeuta di coppia spaziano dalla riluttanza del proprio coniuge, al non credere che qualcosa non vada, alla convinzione che sia troppo tardi per qualsiasi tipo di intervento.

Le percezioni

Tutti abbiamo percezioni soggettive delle persone e della vita in generale che si basano su quegli aspetti delle situazioni che rientrano in categorie per noi particolarmente significative. Nelle relazioni di coppia le percezioni si riferiscono al modo in cui interagiamo con il partner e a come li percepiamo nel corso delle interazioni. Quindi, poiché le percezioni determinano il modo in cui ci comportiamo con le persone, spesso influenzano altri pensieri, quali le attribuzioni, le aspettative e le assunzioni; questi ultimi finiscono, a loro volta per influenzare le percezioni e possono modificarle. Di conseguenza le percezioni sono suscettibili di cambiamento sulla base delle nuove informazioni acquisite; tuttavia a seconda dell’influenza delle esperienze, potrebbero essere difficili da modificare.

Ad esempio, se un uomo inizialmente percepisce sua moglie come persona generalmente “altruista”, probabilmente incorporerà tale convinzione nella sua opinione complessiva di lei. Conseguentemente, man mano che si verificheranno ulteriori avvenimenti che la riguardano, le nuove informazioni verranno sempre valutate alla luce di quella percezione iniziale ed egli perdonerà o ignorerà molti dei suoi comportamenti “egoistici”.
Talvolta, a causa delle esperienze vissute con il partner, possono verificarsi distorsioni di percezione.

Aspettative e doverizzazioni

I processi cognitivi sono la spina dorsale dell’approccio cognitivo-comportamentale alle disfunzioni relazionali. È stata elaborata una classificazione dei contenuti cognitivi che frequentemente emergono nelle relazioni in crisi. Sebbene ciascuna categoria costituisca una normale forma di pensiero, ognuna è suscettibile di distorsioni.

Questi processi comprendono:

  • Attenzione selettiva. La tendenza a prestare attenzione solo ad alcuni degli aspetti della relazione e a tralasciarne altri (ad esempio, focalizzarsi sulle parole del partner e ignorarne le azioni).
  • Attribuzioni. Inferenze sui fattori che hanno influenzato le azioni del proprio compagno (ad esempio, desumere che il partner non abbia risposto ad una domanda al fine di esercitare un controllo sulla relazione).
  • Aspettative. Anticipazioni riguardo alla probabilità che eventi specifici si verificheranno nella relazione (ad esempio, ritenere che esprimere al partner i propri sentimenti susciterà la sua rabbia).
  • Assunzioni. Credenze riguardo alle caratteristiche generali delle persone e delle relazioni (ad esempio, una donna convinta che gli uomini non abbiano bisogno di un legame emotivo).
  • Doverizzazioni. Credenze circa le caratteristiche che le presone e le relazioni “dovrebbero” avere (ad esempio, non dovrebbero esserci barriere tra i partner, che devono condividere totalmente pensieri ed emozioni).

Errori in tali inferenze possono avere effetti dannosi sulle relazioni di coppia, in particolar modo quando qualcuno attribuisce caratteristiche negative alle azioni di un altro o interpreta male la reazione altrui alla proprie azioni. Le assunzioni sono adattive quando sono rappresentazioni realistiche delle persone e delle relazioni; molte doverizzazioni, ad esempio il fatto che sia sbagliato maltrattare gli altri, contribuiscono alla qualità delle relazioni familiari.
Ciononostante, assunzioni e doverizzazioni imprecise oppure drastiche possono portare le persone a interagire in modo inappropriato.

Pensiero automatico.

Flusso di pensieri, credenze e immagini consci. Ad esempio, “Mio marito ha lasciato nuovamente i vestiti a terra. Non gli importa niente dei miei sentimenti.”

Le persone normalmente accettano i propri pensieri automatici come dati incontrovertibili.
Tutti i cinque tipi di contenuti cognitivi possono essere rappresentati nei pensieri automatici più o meno in maniera consapevole.

Frequenti distorsioni cognitive nelle coppie

Oltre ai pensieri automatici sono state identificate delle distorsioni cognitive, o errori di elaborazione dell’informazione, che contribuiscono a far sì che i pensieri siano fonte di sofferenza e di conflitto. Tali distorsioni determinano percezioni, attribuzioni, aspettative, assunzioni e doverizzazioni distorte o inappropriate.

  1. Inferenza arbitraria. Si traggono conclusioni senza prove valide.
  2. Astrazione selettiva. L’informazione viene estratta dal contesto e alcuni dettagli vengono messi in evidenza, mentre altre importanti informazioni vengono ignorate. Ad esempio, un uomo la cui moglie risponde alle sue domande con risposte monosillabi giunge alla seguente conclusione: “E’ arrabbiata con me”.
  3. Ipergeneralizzazione. Un unico evento (o un paio) viene adottato quale rappresentazione di tutte le situazioni simili, collegate o meno ad esso.
  4. Esagerazione e minimizzazione. Una situazione viene percepita come più o meno significativa di quanto meriti. Ad esempio, un marito arrabbiato perde le staffe quando calcola quanto la moglie ha speso e le dice: “Siamo rovinati”.
  5. Personalizzazione. Eventi esterni vengono attribuiti a se stessi pur senza prove sufficienti per trarre tale conclusione. Ad esempio, una donna, resasi conto che il marito aggiunge del sale al cibo da lei preparato, pensa: “Detesta come cucino”.
  6. Pensiero dicotomico o pensiero polarizzato. Le esperienze vengono codificate come bianco o nero, un successo completo o un fallimento totale. Ad esempio, un marito la cui moglie non è d’accordo sulla disposizione degli oggetti nell’armadio da lui appena riordinato desume: “Non è mai contenta di ciò che faccio”.
  7. Etichettamento. La propria identità viene autodefinita in base alle imperfezioni e agli errori commessi in passato. Ad esempio, in seguito a errori continui nella preparazione dei pasti, una moglie pensa: “Non valgo niente”.
  8. Visione tunnel. A volte, i partner vedono solo ciò che vogliono vedere o ciò che collima con il loro stato mentale del momento. Un uomo che ritiene che sua moglie “faccia comunque quello che vuole” potrebbe incolparla di prendere una decisione in maniera puramente egoistica.
  9. Interpretazione distorta. Tipo di ragionamento che i partner formulano in momenti di crisi, autonomamente, presumendo che il comportamento dell’altro sia dettato da cattive intenzioni. Ad esempio, una donna si dice: “E’ amorevole perché vuole qualcosa. Mi sta incastrando”.
  10. Lettura del pensiero. È il dono magico di essere in grado di conoscere ciò che un’altra persona sta pensando senza l’ausilio della comunicazione verbale. Alcune coppie arrivano a imputarsi reciprocamente cattivi propositi come, ad esempio, un uomo che pensa: “So cosa ha in mente, crede che io non sappia ciò che sta facendo”.
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© 2016 - Dott. LISA BATTELLI Psicologa e Psicoterapeuta